Vi avevo lasciato, con la descrizione minuziosa della camera da letto in cui vivo.
Qualche giorno di assenza per me, ma come già saprete ho iniziato definitivamente a lavorare.
Ebbene, è ormai da venerdì 4 maggio che lavoro senza un giorno di pausa; finalmente giovedì, sarà il mio primo giorno off.
In queste settimane, con il prezioso aiuto di Patrizia, ho anche provveduto ad aprire un conto in banca.
Per ora ho solo il conto, ma, qualora lo vogliate, siete liberi di lasciare la mancia, (che peraltro quì si usa molto), farò pervenire il mio numero di conto corrente.
Per i primi 8 giorni ho fatto un po' quello che si può definire il "tappabuchi", coprendo turni in svariati store negli orari più disparati, dalle 14 alle 24 piuttosto che dalle 7 alle 13.
Insomma, mi sono dato da fare per imparare al meglio le miriadi di cose che ci sono da fare.
Per chi fosse neofita delle caffetterie Londinesi, e nello specifico di "Caffe Nero", apro una parentesi su quanti prodotti diversi ci siano, e su quante possibili combinazioni dello stesso.
Partiamo dalla cosa più facile: il caffe espresso.
Si può definire come il nostro caffe lungo, servito in tazzina o in bicchierino di cartone take-away.
Non è il prodotto che va per la maggiore, ma molti italiani lo richiedono.
L'espresso ristretto, è invece a tutti gli effetti il nostro caffe "normale".
Fino a qui, ci sono arrivato anche io senza problemi, metto il caffe, premo il tasto 2 metto la tazzina ed aspetto; facile!
Il prodotto forse più richiesto, è il cappuccino.
Non è un cappuccino come siamo soliti bere noi, sono precisi e fiscali, qui si beve IL CAPPUCCINO.
Vogliono essere perfetti, per cui deve essere composto per 1/3 caffe, 1/3 latte ed 1/3 schiuma.
La schiuma rigorosamente senza bolle e cremosa. Eccezionale direi.
Il secondo prodotto più richiesto è quello che chiamano "latte", che null'altro è che un caffe latte, con un dito di schiuma.
Poi ci sono le serie di "caffè americano": bianco (con latte) e nero (senza late); di "the": verde, camomilla, da colazione, ginseng, menta ed earl-grey; con o senza latte.
Enrando sempre più nel difficile, possiamo trovare il "caffe moka", che sostanzialmente è un cappuccino con l'aggiunta di un po' di cacao miscelato con il caffe.
Offrono anche delle cioccolate calde, ma non come siamo soliti degustarle noi; c'è quella classica che è molto simile al latte e nesquik, e c'è quella "Milano" che è una specialità e come tale costa di più; non è molto buona, è dolciastra e liquida, ma sa di cioccolato.
Entrando nelle specialità calde, ci sono il "chai latte" cioè latte al gusto di cannella, il "caramellatte" latte al gusto di.... Vaniglia! Eh si, si chiama "caramellatte" ma c'è la vaniglia, perchè sono bravi, precisi ma complicati.
Di tutti questi prodotti, salvo qualche specialità che può essere prodotta in taglia unica, ci sono 3 formati: "Small", "Regular" e "Grande", inoltre puoi decidere se berla all'interno, quindi "Drink in" o fuori "Take-away".
Generalmente se la bevi dentro costa di più, quindi molti la richiedono nel cartone e poi si siedono al tavolo.
Qualche tirchio, si fa fare un'espresso singolo da asporto e si fa dare a parte un bicchiere di acqua calda, per autoprodursi un caffè americano, risparmiando qualche penny..
Ora, non sto a dirvi che oltre a queste mille versioni si possono richiedere anche latte di soia scremato o parzialmente scremato, caffe decaffeinato o normale, aggiunta di sciroppi con gusti come nocciola, vaniglia piuttosto che caramello ecc..
Più o meno, questo è il reparto bevande calde, ma ci sono ancora svariate qualità di frappè, di torte, di muffin, e di pasticceria in generale;
senza dimenticare acqua bibite panini biscotti dolci dolcini e dolcetti.
Tutto questo rigorosamente richiesto, servito ed offerto in inglese, ovvio ed il più delle volte con la coda che aspetta...
Un buon incentivo per SVEGLIARMI ad imparare.
Tutto benone, quando i clienti sanno cosa vogliono e sanno cosa dicono.
Meno bene, quando ti ritrovi davani al banco 4 memè Italiane, che con aria "saputa" si avvicinano al banco, e delegando la più alta in grado, in perfeto inglese ti chiedono: " Quattro (indicato con la mano e sillabando a voce) caffe,/ coffee..."
Io, da perfetta "merda", gli rispondo in inglese, chiedendogli se gli vogliono bere dentro o fuori;
Con aria persa, butta una risposta a caso: "in, qui.."
15 secondi, preparo i caffe, gli servo sul banco.
Loro non sanno che sono italiano, ma continuano a parlarmi come se fossero a Milano: "Quant'è? Quanto costa un caffe? Scusi, questa che moneta é?...
Vanno in panico, la coda aumenta, decido di baypassarle, e mentre litigano tra penny e monetine mi attivo per servire qualche altro spazientito cliente.
Ne servo uno, forse due, e loro sono ancora in balia del difficilissmo calcolo di 4x1.50£.
Decidono di levarsi dai piedi, di sedersi ad un tavolo e con calma contare i soldini.
Dopo qualche minuto 3 caffe vengono a fatica pagati, manca il quarto.
La "madama" finalmente trova 1.50£ me le porta e chiede a Kamila, la mia collega Polacca, (sempre in italiano) di metterle del latte caldo nel caffe ormai freddo.
Kamila, guardandola sbigottita, in inglese le dice che non capisce quello che le sta dicendo.
Io rido, perchè alla fine altro non posso fare...
Preso dalla compassione, svelo la mia identità e spiego alla donna che se ha un attimo di pazienza sbrogliamo la situazione.
Pochi secondi e la loro impresa di prendere un caffe a Londra si conclude con tanto casino e molte risate.
Noi italiani siamo bravi anche in queste esilaranti figuracce.
Siamo anche bravi a creare disordine, specialmente sulle scale mobili delle metropolitane.
Qui vige una regola, peraltro ben scritta; dice chiaramente che chi vuole lasciarsi condurre al capolinea, è libero di farlo, a patto che stia sulla destra.
Bene, casualmente quando vedi gli ingorghi e le code, è perchè qualche straniero (Italiano), ha deciso di godersi il panorama infrangendo la regola d'oro dei pendolari stressati.
Io, ormai mi posso ritenere un pendolare, non stressato per ora, ma pendolare.
Ormai ho familiarità con bus e metro della mia zona, riesco anche a godermi parte del viaggio affidandomi alle braccia di Morfeo.
Hai trovato il Ginseng!!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaNuuu, non è il nostro ginseng, neanche paragonabile.
RispondiEliminaE' un the al ginseng e frutti rossi mi pare.. buono, direi passabile...
Inglesi dilettanti...prova a lavorare in un bar italico in italia, poi mi dirai!
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