La cosa più difficile da fare quando uno scrive, è scrivere.
Dopo questa favolosa introduzione, qualcuno di voi spegnerà il computer, o "lap-top", come dicono qui in loco, ed andrà a giocare a biglie in autostrada.
Eppure, ci sono delle sere in cui la mente e le dita sono perfettamente sincronizzate, altre, in cui le cose da dire sarebbero tante ma le parole stentano a comporsi.
E' un pò come la mia attuale situazione da straniero, vorrei esprimermi ma mi mancano i vocaboli per farlo.
Mi sento come quando devi starnutire, e poi..... non starnutisci;
una delusione tremenda, mannaggia.
Un'altra cosa difficile da fare a Londra, è arrivare puntuale agli appuntamenti.
Per puntuale, intendo nell'arco dei 10' prima o dopo l'ora prestabilita.
E' difficile calcolare i tempi, quando come me, ti affidi ai mezzi pubblici.
La metropolitana, a grandi linee impiega 2' per percorrere il tragitto tra una stazione e l'altra.
A questo punto, chi di voi non avesse ancora spento il computer, potrebbe pensare che non è poi così difficile; conti le stazioni che ti separano dalla meta, moltiplichi per due, ci butti lì una manciata di minuti cuscinetto, che male non fanno, ed il gioco è fatto.
E' vero, più o meno è così, se sei di martedì alle 6 di mattina alla periferia di Londra nel mese di Aprile.
Per quanto riguarda gli autobus, teoricamente è ancora più facile, alle fermate sono presenti gli orari con i minuti di percorrenza necessari tra una fermata e l'altra.
Insomma, niente da dire sono super organizzati ed efficenti.
Ma, dal momento che la vita non è una scienza esatta come la matematica, e tantomeno lo è Londra, entrano in gioco le variabili.
Cosa sono queste variabili?
Sono dei simpatici eventi che separano la giornata normale alla giornata di "merda".
Queste incognite, seguono quasi sempre l'ormai nota legge di Murphy, quindi è palese, che se hai fretta e sei in ritardo, tutte le variabili saranno a tuo sfavore, è scientifico, non puoi farci nulla, perchè la vita non è una scienza esatta, ma la sfiga è matematica elementare.
Un piccolo esempio di come tutto può giocare a nostro favore o sfavore, l'ho vissuto ieri, dove per trovare una ricarica per il telefono ho impiegato 1 ora e 40 minuti.
Dovevo ricaricare, per chiamare il centro che si occupa di fissare l'appuntamento per il NIN (National Insurance Number).
Pensavo di metterci 15', al massimo 20', in fondo, sono a Londra, vuoi che non ci sia un centro Vodafone nell'arco di 500m?
Bene, NO.
Tenete a mente questa sillaba, perchè sentirete molto parlare di lei.
Decido di uscire di casa mezzo trasandato, sono sveglio da poco, lascio il pc acceso tanto torno in un lampo, devo solo fare una ricarica, non devo ancora salvare il mondo, quello lo farò la sera...
Inizio a camminare, percorro la strada che avrò già fatto almeno 400 volte, ma figurati se mi ricordo di aver visto un negozio Vodafone.
"Sono a Londra", continuo a ripetermi, e se ci sono supermercati e ristoranti cinesi uno dietro l'altro, vuoi che in una città cosmopolita sommersa dalla tecnologia, non ci sia un centro Vodafone ogni angolo?
NO..
Dopo 10' minuti e nessun risultato, decido di salire sul bus per percorrere più rapidamente la strada e dal finestrino, scruto le insegne.
Deserto, leggo solo "Fish&Chips" "Sainsbury's" e "Mini Cab"; di quelli si, c'è n'è uno ogni 20 metri.
Devo sbrigarmi, non tanto perchè ho lasciato il pc acceso, ma perchè è tardi, devo ancora tornare a casa, cucinare, mangiare, lavarmi, fare la benedetta chiamata per il NIN ed infine andare a lavorare.
Arrivo al capolinea del bus, obbligato scendo, e fiducioso inizio a cercare.
Sono a Londra, più precisamente alla stazione di Elephant & Castle, non è Picadilly Circus, ma insomma, spazio per un Vodafone mi sembra ci sia.
Negativo, per non dire NO.
Entro nel centro commerciale vicino alla stazione metro, sempre più carico di entusiasmo e fiducia, all'ultima spiaggia, mi imbatto in un "coso", non so come definirlo, un tizio con una bancarella fuori da un supermercato che vende di tutto un po, tra il tutto e un pò, anche materiale inerente alla telefonia.
Chiedo a lui, magari ha una ricarica..
NO.
Ma, mi dice: "Prova qui, dentro al negozio".
Un supermercato qualunque, ha una grossa insegna con scritto "99p", ne ho visti anche nella mia zona, ma non mi ispirano e non ci sono mai entrato.
Ieri, si.
Entro, e subito, dietro la cassa vedo la scritta Vodafone, più 3 o 4 altre marche di cui non mi può interessare di meno.
Ne richiedo una da 15£, che non è il traffico, ma il costo dell'abbonamento mensile per il pacchetto tutto compreso.
Qui, vanno alla grande gli abbonamenti, è tutto un'abbonarsi, e poi ti fregano.
Poco più di un minuto e mi liquida con uno scontrino lungo 20 cm con un numero sopra.
"Oddio", penso e adesso?
Io mi aspettavo che funzionasse come da Pierino, gli dici l'importo, gli dai il numero, ti stampa lo scontrino da 20 cm e la ricarica è fatta.
NO.
Qui devi chiamare, ed in seguito digitare il codice.
Mannagia, e adesso come diavolo faccio a capire cosa mi chiede quella fastidiosa voce gracchiante del disco registrato del "2345"?
Uff, avevo già provato a decifrare quell'inglese un mese fa, quando comprai la sim per la prima volta.
In quell'occasione delegai il compito a Philip, ma oggi, sono da solo, ed ho ancora il computer acceso.
Tento la sorte, e prima di infilarmi nella "tube" per tornare a casa, compongo il numero e spero.
Il solito disco inizia a parlare, capisco qualcosa ma non tutto; vado un pò a caso ed un pò ad intuito, alla fine ne risulterà una ricarica eseguita correttamente.
La prima prova che faccio è mandare un sms a Patrizia dicendole che forse sono riuscito nell'impresa.
Lei mi risponde, quindi è ok, la ricarica è stata eseguita.
Mi infilo nella metro e faccio ritorno alla mia camera.
Arrivato a questo punto, forse ho tralasciato qualche particolare inerente alla filosofia che se hai fretta tutto va storto.
Bè, già il fatto di averci messo 5 volte il tempo preventivato, la dice lunga; complice poi la serie di semafori rossi e pedoni imbecilli (perchè quando hai fretta ogni pedone è imbecille e cammina lento) in mezzo alla sgtrada; nonchè una serie infinita di fermate.
Mai tante quante questa sera tornando dal lavoro.
Non avevo fretta, ma, alle 9 di sera, con la fame che mi sovrastava avrei voluto teletrasportarmi a casa.
Ed invece no, perchè ci sono le variabili.
E se ieri sera, per fare lo stesso tragitto, complice un'autista che guidava come neanche Barrichello avrebbe potuto fare ad Interlagos, ho impiegato 23', sta sera ne ho impiegati 40'.
Sta sera, tutti dovevano andare a Tooting, e tutti con il 319, QUEL 319.
"Ce ne sono cento di quei bus, proprio il mio dovete prendere".
"E ieri sera dove eravate"????
Sembrava di essere un respingente del flipper talmente il campanello suonava.
I semafori? Tutti rossi, pedoni in mezzo alla strada e coda infinita, persino un tamponamento tra due taxi.
E' così, anche questa è la vita Londinese, ti prendi il tempo che ci vuole, non devi avere fretta e soprattutto sperare nella buona sorte.
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