Immaginate di svegliarvi una mattina e tutto il mondo che fin'ora conoscevate, improvvisamente inizia a girare al contrario...
BENVENUTI A L'HONDRA!
Tutto inizia mercoledi 18 aprile 2012, con direi un ottimo inizio, bagagli imbarcati, volo in orario confermato alle 10.30am, saluti e baci ai genitori;
ma, come in ogni favola che si rispetti c'è sempre quel ma di congiunzione tra paradiso e inferno..
Il mio "ma" è stata la hostess bionda che dopo avermi firmato il biglietto d'imbarco, mi sviene alle spalle sbattendo la testa contro uno spigolo, con un sonoro "sdeng" tipicamente anglosassone.
Tutto tranquillo, arrivano i super soccorritori dell'aereoporto e tutto si sistema, in fondo ha solo sbattuto un po' la testa, penso io. Sono uno dei pochi a sapere cosa è successo dato che ero uno degli ultimi a salire.
Mi accomodo sul sedile lato sx vicino al finestrino, alla mia destra ci sono marito e moglie piemontesi, che continuano a domandarsi del perchè gli stewart e le hostess ci contano e ricontano per circa sei volte.
Il mio vicino di posto che chiamerò Sig. Pautasso, da preciso Mc. Giver della situazione vedendo l'ambulanza dell'aereoporto avvicinarsi all'aereo, senza allarmare nessuno, inizia a dire che é uno dei piloti che si sente male, e senza perdersi d'animo il mio amico Pautasso esclama con voce ferma e sicura: "Con un pilota solo non possiamo mica volare"...
Maledetto gufo non è il pilota a stare male, è solo una hostess, penso tra me e me...
Annunciano qualcosa in inglese stretto e masticato, ovviamente non capisco ma intuisco..
Ci fanno sbarcare!
Uscendo tento un'improvvisazione in inglese chiedendo alla hostess vedova di collega a che ora saremo ripartiti;
"Two o'clock" mi risponde..
Va bene, torniamo in aereoporto e tra sguardi attoniti e pieni di gioia, mi siedo e aspetto.. e aspetto.. e aspetto..
Tadan, annuncio in inglese, recarsi al gate 12.. "Evvai ci imbarcano, ma non sono le Two o'clock, va be meglio.."
Falso allarme, i gentili signori della Ryanairs ci offrono un panino e una bibita al bar di fianco..
"Meglio di niente", mi metto in coda ordino la mia focaccia con prosciutto e formaggio e una bottiglia di acqua naturale.
Divoro il panino e aspetto.. aspetto.. e aspetto..
C'è ancora un problema da affrontare, io avevo prenotato l'ostello ed avevo previsto il mio arrivo inorno alle 15,00 orario in cui ci sarebbe stato qualcuno ad attendermi ed a consegnarmi le chiavi.
Faccio 2 rapidi calcoli e mi accorgo che per le 17.30 termine dell'orario d'ufficio non sarò a Londra.
Chiamo l'ufficio, tutto d'un fiato gli dico quello che è successo e che arriverò più tardi, la signorina ovviamente mi fa una domanda del quale capisco solo "boourtnn?" "sorry?" chiedo io;
e di nuovo frasi sconclusionate.. Al che, dopo secondi di attesa mi passa una collega che in perfetto italiano mi spiega la procedura per l'auto ceck-in.
Mi spiega me mi invierà una mail con indirizzo e vari dettagli.
Ok, la mail penso io, ma ma come faccio a leggerla???? Io non ho uno "smartphone" e anche fosse, in terra straniera chissà se funzionerebbe!!
MMMM.... va bene, chiamo mia sorella e le dico di tenere sotto controllo la mia posta elettronica che mi sarebbe dovuta arrivare questa mail.
Finalmente mi stabilizzo su una sedia e dopo snervanti tentativi di connettermi con la rete wii-fi dell'aereoporto andati in vacca, mi reco all'edicola e compro Focus.
"Almeno aspetto da intellettuale".
Inizio a leggere dalla prima pagina ogni riga, cosa che non avevo mai fatto... ben presto mi stufo e inizio a fare il cruciverba dedicato a cibi e dolci..
Neanche a metà, arriva un terzo annuncio in inglese, "recarsi al gate 2 per l'imbarco.."
"Evvai, ci siamo"..
Sono le 17.10 circa, ci imbarchiamo.
Alle 17.30 l'aereo decolla.
Sono le 18.30 ora locale quando atterriamo a Stansted, ci rechiamo all'uscita dell'aereoporto, dove dopo circa 20 minuti di coda è il mio turno per fare il controllo passaporti, fortunatamente fila tutto liscio, ma c'è ancora un "ma" da calcolare... "Ci sarà il mio bagaglio?"
Sono un po' stressato da tutto quanto, e ci mancherebbe solo piu lo smarrimento di esso..
Mi reco al nastro et voilà eccolo li, intonso (piu o meno) come quando l'avevo lasciato.
Me ne approprio e mi dirigo alla stazione dei treni, che sono piu veloci dei bus, ma costano 4 o 5 volte tanto, va bene, non importa ormai la giornata deve finie.
Il treno è li, sarà quello? bo credo di si, salgo!
"no aspetta e se poi non è questo?" mmmmm scendo, e chiedo al primo che incontro.
Mi dice "yes" io salgo mi siedo e aspetto...
Cosa aspeto?
Il sms di mia sorella con le informazioni per entrare in questo benedettissimo ostello..
Finalmente arriva, lo leggo e vocabolario alla mano lo decifro (era in inglese ovvio).
Sembra di dover aprire una cassaforte, mille combinazioni mille procedure (che poi in verità era ben piu semplice di quel che sembrasse).
Arrivo a Liverpool st., scendo dal treno prendo la metro, faccio il biglietto per una sola corsa, (4£) va bene, vado NON SBAGLIO NIENTE, sono felice di questo, esco dalla metro eeeee..........
.......MINCHIA!...........
"E adesso?" "Dove sarà sta CHATSWORTH RD.?"
Bella domanda, mi dirigo a caso, proprio a caso poi chiedo...
e chiedo.... e chiedo...
Finalmente uno mi dice è quella!
Evvai, la percorro praticamente quasi tutta, e alla fine eccomi arrivato al numero 39.
Allo stesso momento arrivano altri 2 ragazzi, risolvo la combinazione, l'equazione e la statistica per aprire la cassetta di sicurezza dove trovo le mie chiavi e le indicazioni per andare in camera...
Ci vado, eccome se ci vado, poso i bagagli e dopo essere rimasto 10 minuti a fissare il vuoto, mi faccio il letto con le lenzuola blu in dotazione e mi corico..
Passeranno 3 secondi prima che il sonno abbia la meglio su di me.
Mi sveglio ed è giovedi..
Fichissimo racconto! Sei uno scrittore! La Signora
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