E poi apri gli occhi...
Questa è la melodia che separa la mia pura follia onirica dalla perfida quanto meravigliosa realtà quotidiana.
E' mattina, ed il mondo si prepara ad affrontare la giornata.
C'è chi alle 7am è già sveglio da un pezzo, c'è chi invece, non dorme da un pezzo.
Doccia rigenerante, dove tutti i pensieri affondati nel corso della notte, riaffiorano come pesci morti in uno stagno senz'acqua.
Poche fette di pane tostate, a volte integrale avolte nature, con la solita marmellata di fragole, raccolta dal recipiente in plastica con un coltello lavato e rilavato, perchè qui tutto è "condiviso" (tenete a mente questa parola perchè la sentirete spesso).
Una tazza di the, di solito quella con scritto IKEA sul fondo, non per altro ma perchè è marrone, e sembra più pulita di quella bianca.
Tutto condiviso, quindi anch'essa verrà lavata e rilavata pre e post pasto..
Mi siedo nella "living room", che è nientalro che la sala tv, con due divani e 3 tavoli.
Consumo la mia lauta colazione, la divoro, perchè ho fame e perchè mi piace pensare che sia "for free" anche se in realtà non lo è; perchè essendo compresa nella tariffa dell'ostello, l'ho pagata.
Mi preparo, zaino sempre in spalla, sembro Bear Grills, ormai è parte di me, come il guscio sta alle tartarughe ninja.
Non lascio niente qui, a parte le mutande stese sul bordo del letto lavate a mano la sera prima.
Si, perchè mi rodeva lasciargli 4.80£ per 7 mutande e 7 calzini!
Destinazione? Covent Garden grazie.
Ormai lo faccio ad occhi chiusi, come se fossi pendolare qui a Londra da una vita.
Linea "Jubilee", quella grigia, dove la vocina all'interno del treno continua a ripeterti: "This train terminated at Stratford".
Si scende alla stazione di Green Park, dove interseca la "Victoria" e la "Picadilly" devo prendere la "Picadilly", direzione Cokfosters, 3 fermate e cisono.
Sulla "tube" vedi le facce immobili che fissano il vuoto, il tablet, o lo smart phone; pochi il buon vecchio giornale, qualcuno la cronologia delle stazioni affissa sulla parete alta della cabina, io sono uno di quelli.
Covent Garden, ci sono, scendo!
Way Out, devo seguire la freccia che indica l'uscita.
Seguo la via obbligatoria, non posso sbagliare; poi tutto si blocca.
C'é la coda? E per fare cosa?
Ah, aspettano l'ascensore, bè, sarà già che aspetto, ci sono le scale proprio qui, "Stairs".
Ed inizio a salire.
E' una scala a chiocciola, e come tale gli scalini sono tagliati a "cuneo", sono obbligato a tenere il lato esterno, è piu lungo ma più semplice.
Sono deciso, arrivo dalla montagna, ne faccio due per volta perchè non ho fretta, mi guardo intorno e vedo pochissima gente, i pochi che ci sono sono hanno delle faccie disumane, sembrano usciti dalle guerre puniche.
Hanno il fiatone e fanno fatica ad esprimersi, quasi come me quando provo a parlare inglese, solo che loro, sono inglesi..
Dopo un pò non so quanti giri di scala ho fatto, ma guardo su e non vedo la luce, i polpacci lavorano come si deve, ed i glutei riprendono vigore dopo una settimana di astinenza dalla corsa.
Arrivo in punta con un lieve fiatone, nulla di che, mi ci vorranno 3 forse 4 secondi per riprendermi;
poi, giro lo sguardo, e vedo un cartello in stile piastrella appiccicato al muro che riporta la scritta: "Covent Garden, 193 steps".
"UAO"
ben scritta, molto divertente. Quelli 193 steps conosco benisimo. Hai trovate Niel's Yard?
RispondiEliminaNiel's Yard? cos'è?
RispondiEliminaAnche a me mi piace questa canzone...
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