Lettori fissi

venerdì 6 luglio 2012

SHOPPING

Chi pensa che durante la giornata "off" dal lavoro, ci si riposi, provi a venire a Londra.

Quasi sento la mancanza di andare a lavorare; almeno la, 20 minuti di pausa me li concedo.

Ogni mio giorno libero, si trasforma in un'intensa e travagliata giornata non stop.
Con non stop intendo che non mi fermo neanche per mangiare.

La mia giornata oggi, è iniziata intorno alle 7.30, solita colazione e poi via, fuori a prendere il bus per andare a scuola.
La mattinata è già bella che finita, 2 ore di lezione ed è mezzogiorno e venti.

Esco dalla Callan School, e senza troppa fretta inizio a guardarmi intorno.

Si, perchè oggi mi ero concesso il lusso di gironzolare per negozi, dato che da circa 2 settimane sono esplosi i saldi.
Si leggono cartelli e striscioni colorati con ribassi dal 50% al 70%.

Inizio ad entrare nei negozi un pò a casaccio, tanto piove, ne approfitto per trovare un momentaneo riparo.
Non ho fretta, vorrei comprare qualche pantalone corto data la carenza di capi nel mio misero armadio a muro.

Quando entri in un negozio, sembra di entrare ogni volta in un centro commerciale stile "Le due Valli" di Pinerolo.
Minimo 2/3 piani, solitamente il piano d'entrata è dedicato all'abbigliamento femminile, perchè la donna non deve poter pensare, deve entrare e comprare.

I vestiti da uomo, sono o al piano interrato, oppure al primo piano; insomma devi camminare almeno un minuto per raggiungere la zona desiderata.
Un minuto, che se non sei motivato e non sei in giornata di shopping, può anche essere troppo.
Chi è maschio penso mi capisca.

Oggi, ero particolarmente propenso a "sprecare" il mio tempo.
Mi reco in diversi negozi, e noto subito che i saldi si, ci sono, ma devi fare attenzione a non farti fregare.
Mi spiego meglio.

Certi negozi espongono il cartello saldi/sconti/a partire da ..£/ o direttamente il cartello con il prezzo.
La "fregatura" è che non tutti i capi seguono il saldo, o per meglio dire, alcuni sono a prezzo pieno, altri sono in saldo, altri ancora sono il saldo del saldo.
Questo può dipendere dalla taglia, tant'è vero che le XXL e le "30", che quasi nessuno si caga, costano meno di meno.
Poi, magari ci sono i capi difettosi, o senza involucro (boxer termico a 3£ invece di 20£);
e ancora, i capi dimenticati da Dio stipati sotto mucchi di immondizia.
Generalmente sono separati, ma può succedere che siano mescolati.

Così, dopo i primi negozi, capisco quale tecnica devo usare per comprare bene e spendere meno.
Il mio primo acquisto è stato un paio di pantaloni azzurro pastello, belli, solari e luminosi; 10£.

Esco, e come una pallina da flipper, rimbalzando tra la folla che migra da un negozio all'altro, vengo indirizzato come in un fiume in piena, in un'altro negozio.
Molte volte entro ed esco in meno di un minuto, quel famoso minuto fatale per il commerciante.

Se la merce non mi ispira non mi fermo; se i cartelli non espongono scritte con prezzi intorno ai 10/15£ non mi fermo; se il negozio è poco affollato, non mi fermo; vuol dire che è troppo expencive.

Tra gomitate e scale mobili, mi è venuta una fame della madonna; anzi no, ce l'ho sempre avuta; per fortuna oggi mi sono portato il panino che Caffè Nero mi da in dotazione durante il turno di lavoro, ma che generalmente conservo per situazioni come queste.

E' un "Cicken BLT", non è gran che ma serve per tappare quel senso di vuoto.

Ovviamente lo mangio camminando, perchè piove e non ci si può sedere da nessuna parte.

Finito il panino (circa un minuto), entro da Benetton, che ha un sacco di cose belle, ma anche se scontate purtroppo costano troppo per il mio budget.

Dopo essere entrato e uscito in una decina di negozi, adesso so cosa vorrei; mi servono sempre i pantaloni corti; poi, se uscisse qualche bell'offerta, perchè rifiutare?..

So anche dove dirigermi per le belle offerte; si chiama PRIMARK; un negozio in stile IKEA; entri alle 2 ed esci alle 9 con un carrello pieno di roba.

Da PRIMARK non esiste pietà, ci si deve calpestare per avere quel pantalone piuttosto che quella maglietta.
Per erra giaciono centinaia di attaccapanni come soldati mutilati; decine e decine di oggetti che la gente prende ed abbandona poco prima di pagarli; e migliaia di capi appallottolati o appesi ovunque.

I commessi passano la loro giornata a spazzare attaccapanni, piegare magliette, riposizionare pantaloni e chi più ne ha più ne metta.

Va bè, mi metto d'impegno ed inizio a cercare l'offerta.

La trovo abbastanza agevolmente, e tra magliette monocromatiche da 2,50£ noto che ci sono decine di pantaloni corti in varie tinte pastello che costano tutti 11£.
Ne prendo due paia, e mi dirigo al camerino.

Vedo uscire gente con cestini pieni di roba; solo dopo capirò il perchè.

Aspetto uno forse due minuti, poi l'addetto al camerino, mi fa entrare. 
Prima però, ti chiede quanti capi porti con te all'interno e ti da il numero corrispondente.
Semplice, se va, bene, se non va, lasci numero e vestiti; ci penseranno loro a rimetterli aposto.

Il primo giro di prova è andato male, avevo preso taglie troppo piccole; bè capita, che ci vuole, torno indietro, prendo una taglia in più e provo no?

NO!!! Non è più così semplice; perchè la fila per entrare nel camerino è lunghissima.
Ci saranno 20 persone davanti a me.
Sono combattuto; non so se fare la fila o lasciar perdere; ma cacchio, oggi è la mia giornata!

Nella mia indecisione mi si accende la lampadina, e ricordatomi di coloro i quali uscirono dal camerino con decine di capi tra le braccia, decido di caricarmi anche io come un mulo.
Prendo 4 o 5 pantaloni di misure e colori diversi; poi deciderò il da farsi.

Faccio la fila, e nel frattempo mi intrattengo mandando sms di disperazione e stupore per tutto questo, a mia sorella. 

E' il mio turno, provo ed esco vincitore, comprerò un paio di pantaloni corti blu da 11£ ed un paio di pantaloni lunghi marroni da 15£.

Sono soddisfatto, ma quando arrivo alla cassa (dopo un 20 minuti di coda), la cassiera mi dice che la cintura che volevo comprare, e che io avevo regolarmente preso dallo scaffale, non è in vendita in quanto appartiene ad un'altro paio di pantaloni; e come tale non vendibile separatamente.

Maledizione era quella che mi serviva, colore e modello.

Non mi abbatto, esco da PRIMARK come dopo aver finito il Mezzalama; e mi dirigo a caso nei negozi; l'obiettivo è la cintura.

Uff, ci sono mille cinture, ma sono tutte uguali; e cioè brutte.

Quelle in saldo sono orribili e lunghe oltre un km, sarebbero grosse perfino a Galeazzi.

Poi la svolta, entro in un negozio dell BURTON, non trovo la cintura ma trovo un paio di scarpe che mi piacciono.

Bam, 20£ e mi sono fatto anche i piedi.

Per avere la cintura che voglio, al prezzo che voglio, sono costretto a comprare un paio di pantaloni corti, con cintura annessa.

Questa volta 2 piccioni con una fava; 7£ per pantaloni e cintura.

Fino ad allora, la cintura più econoimica si aggirava intorno alle 10£.
Così, alle 7 di sera si conclude la mia giornata di shopping, sulla metro affollata, che lo diventa sempre di più quando hai 3 borse ed uno zaino.

Una scappata alla Lidl per la cena e finalmente mi rilasso.

Domani vado a lavorare...


                                                            CHE SOLLIEVO!!!!











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