Mercoledì, è stato un giorno direi al quanto particolare ed interessante.
Da dove posso incominciare a raccontare?
Proverò a partire dall'inizio.
E' stata una giornata lunghissima, quasi interminabile, ma molto profiqua.
Il perchè profiqua, lo saprete solo leggendo questo post.
Era uno dei miei giorni liberi, per cui come faccio sempre, ho deciso di prendermi tempo per gironzolare e curiosare.
Al mattino una corsetta rilassante, pranzetto a base di pasta Buitoni condita con una zuppa al pomodoro e basilico, trasformata e rivisitata in sugo.
Un boccone veloce, perchè tanto, non avendo la comodità di un tavolo, passa anche la poesia del mangiare.
Mi cambio, lavo i piatti, una banana per la merenda, una bottiglia di acqua e parto in direzione Brompton Road.
Per una volta, una meta ben definita, si perchè mercoledì volevo trascorrere un pò di tempo in mezzo allo sfarzo ed alla lussuria di Harrods.
Harrods, è un grande magazzino di lusso, fondato intorno al 1850 da Charles Henry Harrod.
Il palazzo di Harrods, la cui superficie è di circa 93.000 mq, è composto da 7 piani e più di 300 reparti.
E' servito da 46 ascensori, numerose scale mobili e 5.000 dipendenti.
Da Wikipedia, apprendo inoltre che nella prima mezz'ora di apertura, dalle 9.00 alle 9.30, l'attuale società proprietaria, la "Qatar Holding", incassa più di un milione di sterline.
Non mi stupisce affatto, visti i prodotti in vendita ed i relativi prezzi.
Da Harrods, puoi trovare veramente di tutto, dai divani agli articoli sportivi più generici; dalle scarpe di lusso alle racchette da tennis; dal cibo al vino; dallo Champagne al tavolo rustico da baita alpina; insomma è un grande magazzino di lusso poliedrico ed aperto a tutti.
Quando entri, non ti senti per niente a disagio, nonostante ci siano le guardie all'entrata che ti nvitano a tenere lo zaino in mano ed i portieri che ti aprono le porte non automatizzate.
E' talmente tanto di lusso, che ci sono i portieri anche nel cesso; una persona costantemente presente che riordina la carta per le mani, pulisce perterra e cambia i sacchi per l'immondizia.
Mi sono sentito più a disagio a fare pipì che a fotografare la porcellaneria in zona "NO PHOTOS".
Ero già passato da Harrods all'inizio della mia avventura londinese, ma non mi ero soffermato molto sui dettagli, anche perchè c'è talmente tanto da vedere che non basta una giornata intera.
Appena entri, sei catapultato (come impone la legge del mercato), in reparti rigorosamente da donna, che propongono borse borsette portafogli occhiali ed accessori vari dalle griffe d'alta moda.
Sembra di essere in un labirinto, e tra anelli da 60.000£, orologi che superano ampiamente le 100.000£ ed orecchini da capogiro, mi dirigo un pò a casaccio, nel piano interrato, dove mi trovo a tu per tu con una montagna di bottiglie di vino, ordinate negli scaffali in base allo stato di provenienza.
Non a caso, la sezione Italiana è esposta per prima.
L'occhio cade quasi subito su di un Barolo del 2004 da 695£.
Curiosando tra un Brunello di Montalcino da poco meno di 300£, passando per Taittingher economici da 595£, mi scontro faccia a faccia con una bottiglia Magnum di Caberlot Vertical toscano IGT, appartenente al podere "Il Carnesciale", che per la modica cifra di 2.500£. può essere tuo.
Da perfetto ignorante enologico, decido che ne ho abbastanza, in genere non è sempre detto che un vino costoso sia anche matematicamente buono, ma se per 2500£ mi danno un vino che poi, "sa di tappo", penso che potrei anche alterarmi un paio di secondi.
Queso però non lo saprò mai, e per il momento non è un mio problema.
Esco dalla stanza alcolica e mi dirigo, anzi, sempre per la famosa legge commerciale, mi ritrovo nel reparto gastronomia.
Inutile dire che i colori e gli odori sprigionati dai numerosi banconi che offrono prodotti provenienti da tutto il mondo, hanno amplificato la mia insaziabile voglia di cibo.
La mia attenzione, oltre che dal reparto sushi, dove in tempo reale ti preparano il piatto richiesto, viene attratta dalla straquantità di cioccolatini e bon-bons perfettamente ordinati negli espositori.
Sulla bilancia, scorgo la scritta £70.00/Kg.
Voglio continuare a vivere nell'ignoranza e nell'assurda convinzione che non si riferisse ai cioccolatini, ma, aimè, appena 5 secondi prima che io arrivassi, una coppia di signori stava acquistando proprio quelli.
Non faccio in tempo a farmi troppe domande che alzando lo sguardo scorgo il listino prezzi di una confezione assortita di prelibatezze.
Dovranno essere buone per forza, dato che 980g costano la bellezza di 125£.
Trascorrerò molto tempo a flagellare il mio cervello che vorrebbe soddisfare le voglie primordiali di dolci tentazioni; mentalmente le mie papille gustative assaporano panini giganti, cupcakes colorati e pain au chocolat extralarge; sazio ed in extasy, cambio stanza e mi dirigo al primo piano.
Mi ritrovo tra piatti, posate, cristallerie, porcellane, lampade, lampadari e quelli che comunemente si chiamano "chapa pouer".
Ma non da Harrods, qui tutto è oro, come le posate firmate Versace, che potranno essere vostre con un mutuo quinquennale di 60 rate da 12,3£ l'una. (Ovviamente un set composto da un coltello una forchetta ed un cucchiaio).
Ma non mi lascio scoraggiare, voglio comprare dei piatti per casa mia, una set da sei può bastare;
Poi leggo un pò di prezzi, e decido che 750£ per un piatto singolo non le posso spendere, abbasso le mie pretese, e punto al reparto "saldi", dove con lo sconto del 20%, una teiera viene a costare 339£.
Bene, mi accontenterò della cosa più economica, il piattino del burro da 37£.
Come accennavo all'inizio del post, da Harrods puoi trovare di tutto e per tute le tasche; girando e rigirando, ho trovato coltellerie, pentolame, servizi di piatti e bicchieri, di ottime marche, personalmente più belli e sobri a prezzi decisamente abbordabili.
E' divertente girovagare in questo gigantesco "negozio" perchè giochi di fantasia, e cerchi di immaginare la conversazione tra venditore e cliente, alla richiesta d'acquisto di una scultura da 76.000£, da piazzare nel salotto della casa di dubai.
Oppure ti immedesimi nella donna di casa, che, con ricco marito a seguito, si reca da Harrods per modernizzare il salotto della baita di montagna.
E se un semplice divano da 15.000£ non fa paura, quello che mette a disagio sono i cuscini da 700£ l'uno, o le "trapunte" in vero pelo di coniglio piuttosto che di volpe bianca da 9.000£.
Al quanto imbarazzante, animalista o no, certe cose fanno pensare...
Come il letto da 25.000£ dove solo 10.000£ sono di testiera.
Uno, poi ci ride anche su, ma il pensiero è che se esistono queste cose a questi prezzi, c'è anche qualcuno che se le può permettere; e chissa quei soldi da dove arrivano.
Inoltre, uno che spende 13.000£ per un calciobalilla non avrà sicuramente nessun problema ad acquistarsi delle sedie da tavola da 2.000£ l'una.
Immerso in mille pensieri di fantasia da ricco, lascio il reparto "casa", e tra sculture ed oggettistica varia, mi dirigo ad un'altro piano, quello sportivo.
Io, sono uno che di sport ne pratica, e pertanto, so qual'è l'abbigliamento più adatto per ogni stagione.
Parlo di sport generici come potrebbero essere la palestra piuttosto che la corsa od il tennis.
Ora, in tutti questi anni non mi pare di aver mai visto nessuno fare gare di alto, medio o basso livello con addosso capi di Gucci, Armani, Versace, D&G o Prada.
Il che, mi fa pensare che non ci sia solo una gigantesca speculazione per soli ricchi, ma che addirittura si tolga il mercato a compagnie "minori" che di sport ne sanno qualcosa.
E' come se la Sportfull si mettesse a fare cravatte; o la Rossignol a fare mocassini..!
Evidentemente, anche il sudore dei ricchi è diverso, ed un'ascella pezzata by Gucci, fa subito stile.
Mi sento a mio agio, quando sulla mia strada vedo scarpe da ginnastica, zaini da montagna, moschettoni, sci e pile frontali.
Marche e prezzi a me famigliari, ma sono ormai all'ultimo piano, ed i sopravvissuti fino a questo punto sono turisti incuriositi come me, genitori e bambini che si dirigono al reparto giocattoli o appassionati che chiedono consigli sulle biciclette da turismo.
I commessi sembrano di un'altro negozio, è come se fossero stati dimenticati dal signor "Harrods", sembrano messi li per riempire un buco tra le mille "perle" dell'alta moda.
Esco un pò spossato, sia dai km percorsi che dal caldo che diventa quasi asfissiante.
Scendo le scale, ma quelle "normali", per uscire devo di nuovo passare nel reparto "lussuria", punto dritto verso la porta, ormai sono sazio di cifre con 3 numeri e una montagna di zeri.
Poi, prima di uscire noto una donna, è vestita con un burka integrale e si sta provando un paio di occhiali Dior.
Qual'è la ragione che ti fa spendere centinaia di sterline, per una cosa che copre l'unica parte del corpo che la tua religione ti riconosce libera?
Forse è proprio qui la risposta, con l'unica libertà che ho, cerco di mettere in evidenza la mia dignità e la mia femminilità perduta, sotto un'abito che tralascia ogni immaginazione.
FINE PRIMA PARTE
Nonostante mi piacciano i tavoli preparati con cura e con servizi belli, non vorrei avere un servizio di piatti così costoso e non poterlo usare!
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