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domenica 10 giugno 2012

NEL MONDO DEI RICCHI (PARTE SECONDA)

Sono ormai le 5.oo del pomeriggio, ed uscito dallo sfarzoso mondo di Harrods, mi è venuta fame.
Mangio al volo la banana che mi sono portato da casa, un sorso d'acqua e mi dirigo un pò per inerzia della folla, verso South Kensington.

Sto anche aspettando una telefonata, da un'amico di una collega di lavoro di mia mamma.
Una telefonata, per fissare con lui l'appuntamento per la consegna dei generi di primo conforto.

Ma come sempre, partiamo dall'inizio.

Londra, come ormai saprete, o immaginerete, è una città che ha molto da offrire, ma poveri loro, per quanto si sforzino di cucinare, non riescono proprio a fare qualcosa che non sia fritto, condito con salse improponibili o saturo di "garlic".
Nemmeno nei numerosi ristoranti che si spacciano per Italiani, sono riuscito a trovare delle ricette "pure" nostrane.

Rivisitano tutto in chiave anglosassone; il Parmigiano diventa Cheddar, il ragù viene proposto con un trito di carne di coniglio e l'aglio, che nella cucina Italiana, non mi risulta essere di spicco, qui è usato in qualsiasi portata.

L'offerta di dolci, è altrettanto povera, nulla degno di nota; spacciano addirittura per italiana una "Sicilian lemon Cheesecake".

Parlando con una signora autoctona, chiedo quale sia un dolce tipico dell'inghilterra; non c'è una risposta immediata e sicura, l'unico prodotto, che mi assicura essere tipico, è il te.
Non è sicurissima, ma mi dice inoltre, che un prodotto forse tipico della zona è quello che loro chiamano "Breakfast Muffin", che non ha nulla a che fare con quello che conosciamo noi.

In pratica, è una sorta di piccolo panino, farcito con ingredienti salati tra cui non può mancare il bacon.
Va gustato caldo, qualche minuto nel tostapane e la colazione è servita.

In verità, non tutto il popolo inglese è standardizzato sotto questo aspetto, Philip ad esempio mi confessa che a colazione si mangia latte e cereali.

Che "Breakfast", sia il pasto più importante della giornata, ormai lo sanno e lo dicono tutti, ma per me lo è veramente.

Per me, la colazione è un momento fondamentale per iniziare bene la giornata, quasi sacro; a Pragelato, fette biscottate marmellata fatta in casa e biscotti frollini, andavano per la maggiore.
Certo, il tourn-over era ampio, ed avevo inoltre una vasta scelta tra yogurt, cereali, frutta e pane "vero".

Catapultato nella realtà Londinese, mi sono presto accorto che le mie abitudini, non sarebbero state più le stesse.

Ti accorgi di come mangia la gente, facendo spesa nei supermercati.
Corsie e scaffali pieni zeppi di patatine in sacchi da 5kg, noci e noccioline tostate di vario genere, frutta secca o candita, pane in cassetta (o finto che dir si voglia), quintali di biscotti al burro o "digestive" più schifose del mondo.

Ti accorgi che sono di bassa lega, quando ti rimangono le dita unte di burro, dopo averne mangiato uno.
Sono biscotti economici, molto, ma ho smesso anche con quelli.

Ci sono inoltre corsie piene di cereali di vario genere, a volte anche quelli di marca tipo "Kellog's".
Sciroppi e burri di ogni tipo, creme da spalmare e persino la nutella, ad un prezzo decisamente conveniente.

Io, ormai da un mese ho adottato la strategia Yogurt da 0.55£, cereali integrali da 0,59£ e marmellata di arance da 0.39£. Il tutto accompagnato dall'immancabile te "Sainsbury's" da 0.27£ 100 buste.

La mia tormentata e logorante ricerca di fette biscottate, è terminata quando ho scoperto che da "Waytrose", le vendevano a 1.20£ a singolo pacchetto.

Tutto questo, prima di Mercoledì.

Vi ricordate, che sto aspettando una telefonata?
Sono quasi le 20.00, e lui, l'amico dell'amico che scoprirò in seguito avere origini italiane, nonchè amici ed amici di amici in comune, mi chiama. E' tornato dall'Italia da uno o forse due giorni, con cui si era recato in macchina.

Fissiamo l'appuntamento e mi catapulto sulla metro per raggiungere la stazione di South Harrow.
E' in zona 5, lontana anni luce da casa mia, ma perfortuna sono ancora in giro, ed in una mezz'ora sono a destinazione.

Salgo sulla sua macchina, 5 minuti siamo a casa sua, mi dice che la valigia, è molto pesante; la prendo in mano, e non era pesante, di più!.

Cerco di immaginare cosa possa contenere, in realtà qualcosa lo so per certo, perchè un po' conosco i miei genitori, e so che fette biscottate pasta Barilla e tonno non potranno mancare.

Mi reco in 4 e 4 = 8 alla stazione, ed aspetto....
Aspetto perchè essendo in zona 5, i treni passano ogni morte di papa.
Finalmente, dopo 25 minuti di snervante attesa, arriva la "talpa", salgo con tanto di bagaglio da 60kg a seguito.

E' un trolley blu con le rotelle, ma è talmente pesante che  sembra tassellato alla strada; è così pesante che più di una volta mi giro per controllare se le rotelle ci sono per davvero.

Ok, verso le 22.30 finalmente arrivo a casa, sono stracurioso, ma ho anche una fame bestia, e prima di riempire la dispensa, riempio la pancia con la mia classica insalata serale.
Divoro l'erba e il "becchime" annesso, poi guardo a sinistra, ho una missione da compiere: aprire la valigia (o trolley).

La apro, è tutto meticolosamente incastrato, sembra una partita di tetris, ci sono vasetti di miele e marmellata chiusi in sacchetti di nylon per il congelatore, per evitare una perdita di sostanza preziosa.
Pacchi di pasta che fanno da sponde, e dentro, sempre meticolosamente incastrati tra di loro, porzioni di sugo rosso, lattine di fagioli, piselli, verdure grigliate.

Qualche pacco di biscotti, peraltro buonissimi e poi loro, le immancabili fettebiscottate.
Tutto dove ci stavano, nei buchi restanti, sono incastrate scatolette di tonno per ottimizzare gli spazi.

C'è anche una tazzona grossa da colazione, una tazza verdina con la faccia di Tigro di Winnie the Pooh, da fare invidia alla mia amica Sara.
Con gli occhi pieni di gioia, sistemo tutto nella mia microscopica dispensa, è così piccola che un pacco di fettebiscottate rimarrà in valigia; ma non me lo dimenticherò a lungo..

Incastro nei miei armadietti a muro, come loro hanno incastrato in valigia, per prendere il sale devo spostare 3 cose, idem per gli spaghetti.

Sono contento, così contento che non vedo lora di fare colazione, e giovedì è stata finalmente "LA COLAZIONE".

Mi mancava il sapore di casa, lo sgranocchiare una fettabiscottata con il sapore di marmellata di rabarbaro, il sapore del miele vero.

In fondo, sono un montanaro in città, e queste piccole cose sono per me ricchezza.
Non vale niente un gioiello di Cartier od uno Swarovski da 100.000£ se poi non sai gustarti il vero valore della vita.

Da Harrods, puoi comprarti un gradino di società come a Monopoli puoi comprarti Parco della Vittoria, ma alla fine chi vince è sempre quello che ha "La società dell'acqua potabile".


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