Se il 2 Giugno è stata la giornata all'insegna della MIA Partner;
oggi, 3 Giugno, è stata la giornata di SUA Maestà.
Si, perchè da sabato a martedì, si celebrano qui a Londra i 60 anni di regno della Regina.
Oggi perlopiù, alle 14.00 avevo appuntamento a Green Park con Marta, una ragazza che prima di oggi avevo conosciuto solo per telefono e per sentito dire.
"E' mia cugina", mi dice Luisa; "Marta, la figlia della mia amica", mi dice mia mamma, bo, sarà, poi la incontro, iniziamo a parlare e scopro che anni fa era pure fondista.
Siamo della stessa valle in Italia, e nella stessa città in Inghilterra.
Lei vive qui ormai da 7 anni, praticamente una vita, mi racconterà strada facendo che anche per lei l'inizio è stato drammaico, la stanza, il lavoro, il cibo.
Alla fine, noi Italiani sempre li andiamo a parare; il cibo.
Ma torniamo un'attimo a Green Park, perchè io sono arrivato, ma è presto è solo l'una e dieci circa, decido così di farmi un giro in zona, dato che c'è molto fermento.
Mi dirigo verso la zona di palazzo, ma è praticamente blindata.
Cambio direzione e ritorno in strada, dove la mia attenzione viene attirara oltre che dalla folla da una di quelle giostre con i cavalli che si vedono solo nei film.
Sono entusiasto, così entusiasto di vederne una dal vivo che scatto subito un paio di fotografie.
Odori di fritto che diventano profumo di cibo, tartine di non so che roba, che sembrano pure commestibili.
Addirittura, mi passa per l'anticamera del cervello, che se è festa, e c'è così tanta gente in coda ai banchetti che preparano cibo, magari c'è anche chi offre assaggi gratuiti.
"SI, e poi c'era la marmotta che confezzionava la cioccolata".
Dopo un secondo, torno in me e penso: "Sono a Londra, qui non ti regalano nemmeno l'acqua".
Ed è così.
TRE sterline e dico TRE per una micro e dico MICRO credetemi, tartina con uno sputo di formaggio o simili.
Signori, c'era la coda!!!
Non finisce qui, perchè se la gente spende, spende anche di più.
Otto sterline per un bicchiere di Campagne.
In mezzo alla strada, chiusa al traffico, c'è una lunghissima tavolata imbandita con una tovaglia dai colori della bandiera.
Nonostante sia l'ora di pranzo, sono in pochi quelli seduti, ed in molti, con il cosidetto pranzo al sacco.
Guardo l'ora, sono quasi le 14, giro e mi dirigo all'uscita della metro, dove ho l'appuntamento.
Stranamente, (dico stranamente perchè essere puntuali a Londra è impossibile, tantomeno in giorni di feste patronali) tutti e due siamo più che puntuali, lei mi scrive un sms "sono qui", alzo lo sguardo, ed in effetti era proprio li.
Ci presentiamo e dirigendoci a random cominciamo a parlare del più e del meno.
Si parla bene con Marta, è una ragazza a cui piace dialogare e stare a contatto con la gente, lo si capisce da come racconta i suoi aneddoti.
In poco tempo, ci troviamo imbottigliati nella massa di turisti e non, chi vestito di bianco rosso e blu, chi con bandiere in mano, o disegnate in faccia, chi con cani o bambini distrutti dalla fatica.
Ci dirigiamo verso la riva del Tamigi, dove dai maxischermo giganti capiamo che sarebbero passati in navigazione da li a poco, gli equipaggi regali con Ely a bordo.
A calci e pugni ed anche qualche testata, arriviamo a ridosso del parapetto, dove però veniamo fermati dal muro di accampati con tavolini sedie e prole buttati in terra come a proteggere il territorio; zona invalicabile.
Tentiamo invano di aggirare gli ostacoli, ma tutti hanno adottato la tecnica "svacco bimbo", non potendo calpestare passeggini ed occupanti, ci limitiamo a rimanere in 5°/6° fila.
Da li a poco verrò anche redarguito da una perfetta imbecille inglese che si gira verso di me dicendomi di non spingere...
Avrei voluto dirle che: "Punto primo, non sono io che spingo; Punto secondo, se volevi non essere spintonata e passare una domenica tranquilla avevi solo da non metterti in mezzo a tutta sta ressa!".
Purtroppo il mio inglese non arriva ancora a tanto, e quindi mi sono dovuto limitare al punto uno.
Aspettiamo qualche decina di minuti, in attesa di vedere sfilare le imbarcazioni.
Sono piantato in un posto decente, tutto sommato riesco a vedere una porzione di Tamigi senza troppa difficoltà.
Marta che è un po' piu bassa, fatica un po' di più, ma qualcosa vedrà anche lei.
Finalmente la prima imbarcazione fa capolino, una marea di macchine fotografiche e telefonini hi-teck si alza a scattare foto inutili, teste di persone, cielo, porzioni indefinite di fiume.
Avranno in archivio centinaia di foto che penseranno di aver scattato durante l'ultima sbronza presa con gli amici.
Se un minuto prima, ero in una posizione strategica, scivolo immediatamente in fondo alla catena alimentare del paparazzo.
Vengo calpestato anche dal neonato, decine di persone mi sono davanti, persino una buzzicona che non so da dove sia spuntata.
Sembra che nel giro di un minuto siano cresciuti tutti di 30 cm.
Neanche più le punte ed il collo da struzzo, mi bastano per vedere l'acqua nera del Tamigi; riesco solo più ad immaginare vedendo le immagini sfocate delle fotocamere altrui.
"Ma sti babbei, sanno cosa stanno fotografando o vanno a muzzo?"
Poi finalmente, arriva lei, la nonna suprema, la nonna che tutti noi vorremmo avere quando compiamo gli anni, o a natale, quando apre il portafoglio.
86 anni ed è sempre li, a menare il torrone, in piedi dall'inizio alla fine all'umido ed al freddo.
Nelle sue vene non scorre sangue, ma poliuretano espanso.
Le sue ossa sono di adamantio, come quelle di wolverine.
L'Actimel la userà come donna immagine per la campagna pubblicitaria 2012/2013.
Insomma, è una vecchia che la sa lunga.
Ennesima raffica di foto, questa volta per non far vedere quelli dietro partecipo anche io all'evento.
Passata Madama, io e Marta ci dileguiamo dalla folla per andarci a prendere qualcosa di caldo da Pret-a-Manger.
Si, perchè se la scorsa settimana si facceva la colla, oggi non si sta bene nemmeno con un materasso sulla schiena.
Smezziamo un sandwich che non era niente male, the e cappuccino, quattro parole e poi direzione Willeseden Green.
Per chi non è della zona, è una fermata di metro dopo Killburn, localià dove ho soggiornato per i miei primi 15 giorni.
Ci dirigiamo a Willeseden Green, perchè mi ha invitato a cena a casa sua.
Faccio il timido, lo sono un po di natura, ma poi accetto volentieri ed il tempo vola.
Mi prepara costine di agnello al forno, buonissime; una purea di patate che per i mezzi e le materie prime offerteci, è venuta a dir poco buonissima; un'insalata mista, del pane tostato e dello speck.
Divoro come al solito tutto, buonissimo e ancora di più; in programma per la mia cena avrei avuto una minestra di legumi.
Finita la cena, mi propone dei pancakes; come posso rifiutare!!!!
Ed eccoci li, 5 minuti dopo a cucinare questi succulenti bocconi che da li a poco ci si saremo scofanati con tanto di sciroppo d'acero.
Nel frattempo conosco anche parte dei suoi coinquilini, perchè anche lei, come il 99% dei ragazzi giovani che vive a Londra, lo fa in case condivise.
E' sempre bello mangiare, ma ancora più bello è farlo in compagnia con chi apprezza i sapori della vita.
Ancora qualche parola, poi si sta facendo tardi e devo rientrare; è domenica e le metro chiudono prima.
Domani è lunedì e si lavora; altro tasto dolente.
Un ringraziamento particolare va a Marta, che in questa giornata piovosa mi ha offerto un pomeriggio di svago ed una sera di bontà culinarie.
Voglio salirci su quelle giostree :D
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