Sono uscito dal Caffe Nero di Fulham, salgo in bici, e visto che è presto, mi dirigo con molta calma in King's Road per la merenda.
Arrivo, poso la bici, entro al Caffe Nero, qualche parola con Fabio e Kamila che si è bruciata un braccio con l'acqua bollente, prendo il the e mi siedo qualche minuto.
Non rimango molto, anche perchè c'è un po' di gente ed ancora molto lavoro da fare prima della chiusura.
Saluto, esco e vado da Marks & Spencer, il supermercato li vicino.
E' un buon orario per fare la spesa, quello della chiusura, perchè molti prodotti sono super scontati dato che scadranno oggi.
La cosa meno peggio che riesco a trovare, sono due hamburgher al prezzo di 0,50£.
Non male, un po' di carne, o simile, ogni tanto...
Tutto regolare, pago alla cassa self service ed esco.
Butto la "spesa" nello zaino, posiziono la luce posteriore sulla bici, tolgo il lucchetto e mi dirigo verso casa.
Ah, no prima devo passare al Cash point, perchè è domenica, e devo pagare l'affitto della camera...
Uffa, ma devo..
In banconote da 5£, il bancomat mi sputa fuori l'importo dovuto.
Sono talmente tante banconote che non riesco neanche a piegare il portafoglio...
Lo butto nello zaino puntellandolo tra vari oggetti presenti in esso.
Risalgo in bici e pedalo in direzione casa.
Sta piovendo, ma non è pioggia vera e propria, è più umidità che altro, ma dopo neanche un minuto, ha già smesso.
Meno male, non avevo nessuna voglia di arrivare a casa marcio completo.
Pochi metri, forse meno di un km dalla mia partenza e succede il fatto.
Non ho neanche tempo di pensare, di accorgermi cosa stesse succedendo.
Ero praticamente passato, ero più di la che di qua, come si dice.
Ma non è bastato.
Un gentilissimo ragazzo, ha deciso che la portiera della sua macchina dovesse aprirsi proprio al mio passaggio, e precisamente sulla mia gamba sinistra.
Volo... rumore di metallo plastica zaino e carne; ma non gli hamburgher.
Non mi muovo, aspetto che il rumore finisca, metto insieme le idee e.. mi tirano su..!!
Mi guardo, e gli arti sono ancora tutti attaccati al corpo, un'unghia della mano è uscita dalla sede, ma poca roba.
Il peggio è la gamba, non capisco cosa possa avere, a caldo non fa troppo male ma inizia a gonfiare subito.
Il ragazzo continua a dirmi "I'm so sorry", non so cosa rispondere, gli dico solo che credo di essere ok, ma che forse ho bisogno di cure.
Un'altro ragazzo, mi raccoglie la bici che miracolosamente è intatta; e mi va a comprare dei cerotti per il dito.
Nessun'altro fa nulla, io non so come agire, devo ancora iniziare a pensare.
L'adrenalina è alta ed il dolore non si sente.
Arrivano due angeli custodi, due giovani ragazze bionde, che dicono di avermi visto volare, si assicurano delle mie condizioni, poi una di loro, chiama l'ambulanza.
Avrei potuto stare in loro compagnia piuttosto che passare la nottata al Chelsea and Westminster Hospital.
In tempo zero, arriva l'auto medica, poi l'ambulanza e la polizia.
Nel frattempo, il ragazzo, cerca di rimettere insieme le plastiche della portiera.
Solite domande da parte delle autorità e dei paramedici, poi salgo in ambulanza con tanto di bici.
Gentilissimi i due militi, mi dicono che posso caricarla e fissarla davanti all'ospedale, è più sicuro.
Uao dico io.
Inizio a parlare con l'uomo, la donna si mette alla guida.
Gli dico che in Italia sono volontario, inizio a chiedergli dove tengono i collari e la "spoon", poi scatto un paio di foto e siamo arrivati.
Lo conosco già questo ospedale, entro in sala d'aspetto e come dice il nome, aspetto.
Intanto i due militi, mi salutano e se ne vanno.
Il dolore alla gamba inizia a sentirsi, zoppico peggio di Dr. House.
Inizio ad informare dei fatti un po tutti, in primis Caffe Nero, che dovrà coprire i miei turni.
Poi l'Italia, e Valeria.
Valeria, é una collega di Caffe Nero, e non è solo Italiana, non solo Piemontese, ma di Cantalupa.
Vedi, il mondo è proprio piccolo.
Le mando un messaggio, perchè poco prima mi aveva scritto a proposito di una serata in cui non siamo riusciti ad incontrarci, e chiedendomi come stavo.
Mi chiama subito, e mi dice che tempo mezzoretta, è li da me.
E' bello, anche qui in terra straniera, avere qualcuno che si preoccupa per te.
L'attesa è lunga, ma con lei e Fabio, il suo moroso, (di Pinerolo), il tempo passa più veloce.
La gamba è ormai gonfia enorme, ho un polpaccio da culturista.
Finalmente, dopo "x" ore, arriva il mio turno; per forza, la sala d'aspetto è vuota..
Solite domande e poi mi visitano la gamba.
Dicono che è solo .. .. .. "Brusing" (Parola inglese che non so come si scrive ma che credo voglia dire botta o simile).
Poi è la volta del dito.
Quando mi spacchetano, la sorpresa.
UH.. AH.. UUH.. sono le parole che i medici dicono vedendo l'unghia uscita dal dito.
Non è confortante, ma non fa male e quindi oplà, una bella fasciatura e sono come nuovo..
Se, come nuovo.. Te lo dico poi..
Esco zoppicando, devo andare ancora fino a casa però.
Non posso aspettare, è tardi sono stanco e voglio farmi una doccia.
Saluto Valeria e Fabio, gli ringrazio e non finirò di farlo per il loro tempo dedicatomi, salgo in bici e pedalo verso casa.
Il viaggio più lungo e noioso della storia.
Mi superavano tutti, anche i bus.
Sarà stata la prima pedalata senza alcuna goccia di sudore prodotta.
Arrivo a casa, doccia e poi letto.
Ho fame ma è già l'una.
Non dormirò molto, mi fa malissimo la gamba e il piede, prenderò due bustine di OKI ma senza eccellente risultato.
Adesso, va un po' meglio, ma solo un pochino.
La gamba è sempre gonfia ed il piede o meglio la caviglia mi fa male.
Zoppico alla grande e riesco a malapena ad andare in cucina.
Ma sono ancora vivo.
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